I 15 migliori film del 2015 secondo Albatros

gennaio 3, 2016

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Pubblichiamo la lista completa dei nostri 15 migliori film del 2015 per la prima edizione del Premio Albatros! Roba grossa!

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15. TURNER di Mike Leigh
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In cui si raccontano la vita e le opere del celebre pittore inglese.

La critica:
“Mr Turner is funny, humane and visually immaculate, hitting its confident stride straight away. It combines domestic intimacy with an epic sweep, and a lyrical gentleness pervades each scene, tragic or comic.” http://goo.gl/zoUuKT

“To watch [the film] is to feel as though you’re a part of its world, talking shop with the painters, experiencing tiny fluctuations in received wisdom and sudden changes of artistic direction that can only be sensed by professionals who are plugged into their art form, and completely in command of their talents.” http://goo.gl/qmA4UR

turner

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14. YOUTH – LA GIOVINEZZA di Paolo Sorrentino
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In cui due anziani artisti, durante un ritiro sulle Alpi svizzere, scoprono la veritá sul loro passato e sul loro futuro.

La critica:
“In Youth c’è la potenza de L’uomo in più, l’urgenza di raccontare e raccontarsi, la voglia di inquadrare un piccolo mondo fatto di eccezionalità e renderlo universale attraverso un linguaggio cinematografico unico, che sembra dire allo spettatore “solo te ed io possiamo capirlo”. Una finzione meravigliosa, che si realizza quando il sogno del cinema viene condiviso da un artista e chi guarda.” http://goo.gl/uqb0PQ

“Most dramatists in film and the theater cannot tackle old age as a subject without piling on philosophical homilies about wisdom, loss, regret, acceptance, what’s most important in life, et al., so Sorrentino’s avoidance of these conventional postures proves enormously refreshing. Youth is sharp-witted and light on its feet, sober-minded and heady, nimble yet lush, mature and vivacious both.” http://goo.gl/3FmgiA

“Just like in ‘The Great Beauty,’ Sorrentino’s main concern here is with Western culture’s latent self-absorption: no matter how luscious the Alpine setting, the film is steeped in a sense of running on empty and hitting a dead end that even the most audacious jokes cannot shake off. “http://goo.gl/ynJkBZ

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13. IL PONTE DELLE SPIE di Steven Spielberg
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In cui l’avvocato Jim Donovan si trova prima a difendere una spia sovietica negli Stati Uniti, poi a negoziare uno scambio di prigionieri a Berlino Est.

La critica:
“It’s nice to see a movie from a major filmmaker that eschews the grey area of morality, the mindset that allows our cinematic heroes to commit atrocities in the name of the greater good, to have a movie saying the greater good isn’t so good after all if that’s how you protect it.”http://goo.gl/X44bvW

“With terrific craftsmanship, pure storytelling gusto and that Midas-touch ability to find grounds for optimism everywhere, Steven Spielberg has dramatised a true-life cold war spy-swap drama […] Spielberg, with his gift for uncynicism, uncovers decency and moral courage amidst all the Realpolitik.” http://goo.gl/ALwfZw

bridge

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12. SUBURRA di Stefano Sollima
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In cui, in una Roma che sembra un girone infernale, un sacco di gente si dà da fare per concludere un sacco di affari sporchi, in genere fallendo.

La critica:
“Stefano Sollima ha fatto una scelta registica ben precisa, coerente, portata fino in fondo. Ha i limiti di una certa compiacenza per gli effetti forti, ma questo fa parte della scelta dei colori, dell’accentuazione dimostrativa e fin didascalica che è la misura del film. Suburra è un film di genere, ma che è così insolito in questo campo, almeno in Italia, da superarne i limiti. Ha un linguaggio e una tensione, è corale ampio e complesso, è diretto con maestria e fotografato e montato perfettamente, recitato da attori perfettamente in parte; è un film la cui agghiacciante immediatezza è una lezione di regia ma anche di buona sociologia (merito primo di De Cataldo) e di buon giornalismo.” http://goo.gl/uDaadI

“Ma soprattutto Sollima Jr. ha subito fatto capire a tutti una cosa essenziale: la roba italiana può essere di nuovo figa.” http://goo.gl/QitKex

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11. KINGSMAN – SECRET SERVICE di Matthew Vaughn
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In cui impeccabili gentiluomini britannici salvano il mondo facendo cose di pessimo gusto.

La critica:
“Kingsman pare il film perfetto per Vaughn. Ci si trova davanti a quel raro e glorioso caso in cui l’autore si basa su un materiale pre-esistente ma, per energia, scioltezza e senso del divertimento, pare stia dirigendo un film tratto pari pari dal sogno della sua vita:
l’orgoglio truzzo del South East alle prese con i gadget e l’eleganza degli Avengers (quelli veri), e tutto lo spazio che desidera per le sue caratteristiche scene action esagerate e invenzioni varie.”http://goo.gl/wpHBsQ

“So the [church] scene is the closest thing [one] has ever seen in terms of an actual cinematic representation of meaningless violence. [..]Meaning it’s not violence there secretly to cater to indulgent bloodthirst, or cater to a desire for cool action.
It was the first time [one] felt like [our] love of action didn’t imbue the scene with any baser ways while watching it unfold.
[..] [One] felt the appropriate distance. as such, it is the closest [one] has seen in a mainstream film to getting to the essential “irony” at the heart of how often we throw around the term “meaningless violence” itself. Because so often, we want the violence. so often we root for it. So often it is part of the language of our impulses.” http://goo.gl/CGEFyr

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10. SELMA di Ava DuVernay
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In cui Martin Luther King, Jr. e i suoi collaboratori devono lottare per una serie di diritti civili nell’America degli anni ’60.

La critica:
“Impatience was one of Dr. King’s great virtues: His “Letter From Birmingham Jail” was published as a pamphlet with the title “Why We Can’t Wait.” “Selma” takes up his history with its eyes very much on the future, reminding us that the voting-rights victory nearly 50 years ago was not inevitable and is not yet complete. The nonviolent fight against white supremacy required not only righteous vision but also strategic insight and tactical discipline. The ideology that would sanction the beating and killing of black Americans who dared to assert their citizenship has not vanished, though its methods, language and partisan affiliations may have changed since 1965.” http://goo.gl/CpPqUL

“This is an emotional movie that aims to anger, sadden and inspire viewers, sometimes in the same scene. “Selma” […] has no intention of sugarcoating its horrors for politically correct comforting.”http://goo.gl/EMcAfw

selma

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9. INSIDE OUT di Pete Docter
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In cui le emozioni di una bambina che sta crescendo cercano di gestire la situazione.

La critica:
“Inside Out is a movie that will make you a better human being.”http://goo.gl/kp46xY

“Come già nel sublime Wall-E, dove forti soffiavano gli spifferi beckettiani, la Pixar prende un oggetto filosofico estremamente colto come la teoria degli affetti, su cui hanno scritto (per rimanere all’essenziale) Hobbes, Spinoza e Freud, e lo trasforma in un gioco spettacolare di irresistibile forza comica e, soprattutto, visiva. Perché i richiami alle avanguardie vanno ben al di là del fascino dei surrealisti per la rappresentazione dei territori del subconscio, della memoria e del sogno.” http://goo.gl/MEfi2y

“Inside Out: Emotional Theory Comes Alive” [VIDEO] https://goo.gl/rZyJBn

insideout

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8. MIA MADRE di Nanni Moretti
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In cui una regista italiana, alle prese con un film difficile da realizzare, deve affrontare l’imminente perdita della madre.

La critica:
“E qui Nanni Moretti riesce in un’impresa non facile: raccontare una storia che vive tutta dentro la testa e il cuore della protagonista Margherita, in quel dialogo costante e assillante che ognuno di noi intrattiene con se stesso, in un andirivieni di immagini improvvise del passato e del futuro, di rimbrotti e battibecchi, dubbi e certezze, di persone presenti o perdute con le quali continuiamo a confrontarci.” http://goo.gl/ZS9kyE

“The beautifully observed and delicately balanced result [il film] is a sublimely modulated blend of laughter and tears, a film that cuts to the very heart of profound personal loss without ever losing sight of the fact that life, in all its chaotic comedy, carries on regardless. For my money, it’s Moretti’s most satisfying film to date, a richly mature work that brings together themes – life, death, love, film-making – that have haunted his entire career.” http://goo.gl/sbrvuW

miamadre

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7. EX MACHINA di Alex Garland
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In cui un giovane programmatore alle prese con un’avanzata intelligenza artificiale a un certo punto non riesce più a capire se è l’esaminatore o l’esaminato. E se l’esame sarà superato con successo.

La critica:
“But even as the revelations pile up and the screws tighten and you start to sense that terror and violence are inevitable, the movie never loses grip on what it’s about; this is a rare commercial film in which every scene, sequence, composition and line deepens the screenplay’s themes—which means that when the bloody ending arrives, it seems less predictable than inevitable and right, as in myths, legends and Bible stories.”http://goo.gl/ngWuoB

“Ex Machina has the kind of provocative ending where your reaction to it probably says more about you than it does [about] the movie itself.”http://goo.gl/e2vAlA

exmachina

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6. CRIMSON PEAK di Guillermo Del Toro
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In cui una giovane ereditiera ignora per amore gli avvertimenti provenienti dall’oltretomba, e dovrà impiegare tutto il suo coraggio per salvarsi da una situazione difficile. Scorrerà del sangue.

La critica:
“Director Guillermo del Toro […] creates intricate worlds, overwhelming viewers with detail and drowning them with symbolism. […] “Crimson Peak’s” atmosphere crackles with sexual passion and dark secrets. There are a couple of monsters (supernatural and human), but the gigantic emotions are the most terrifying thing onscreen. […] Watching Del Toro’s films is a pleasure because his vision is evident in every frame. Best of all, though, is his belief that “what terrifies him will terrify others.” He’s right.”http://goo.gl/Ca8D33

“I see in the details of Crimson Peak a collision between old social orders and new. I see forms of love borne from societal conditioning in a predacious struggle. Possessive love, love for blood versus a rebellious love of choice and free will. I see the way empires decay, as 1901 is the year Queen Victoria passes away, that an Old Empire waged distant wars, that the millennium turned, and women began to break free of social constructs imposed upon them, and photography and audio recordings became commonplace. This is the end of the Victorian era, but it is also our era.” https://goo.gl/oyGwxx

L’uso del colore in Crimson Peak [VIDEO] http://goo.gl/n2hyHg

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5. SOPRAVVISSUTO – THE MARTIAN di Ridley Scott
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In cui tutti gli scienziati del mondo si uniscono per salvare un astronauta disperso su Marte.

La critica:
“C’è dell’ironia, certo, ma in Sopravvissuto c’è soprattutto un bellissimo senso di relazione: scontato nei modi, forse, trattandosi di Hollywood, ma non nei toni. La forza del film sta nella sua gentilezza, nella ricerca costante di un contatto: contatto fisico fra le mani di chi salva e le mani di chi viene salvato; contatto sonoro e visivo fra chi comunica con videocamere e computer e deve trovare nuovi modi di comunicare; contatto fra stati, nazioni, popoli, fra bianchi, neri e cinesi, oltre la banalità immediata del politicamente corretto (e anche oltre il senso di disgrazia cosmopolita tipico dei kolossal), e vicini a un’idea di umanità impegnata nell’unica battaglia che oggi avrebbe senso combattere, se l’unico problema dell’umanità fosse quello di guardare le stelle: la battaglia per la sopravvivenza.” http://goo.gl/vcbTmI

“The Martian is a movie that can save the world. It’s a movie dedicated to the greatest side of humanity that is so rarely celebrated in film, our can-do problem solving nature. It’s a film that embraces all aspects of human greatness – bravery, compassion, love, curiosity – but it is an unprecedented examination of humanity’s ability to set our minds to a problem and, working together without ego or competition, absolutely triumph over it. It’s a movie that reminds us that all of the problems facing our world are surmountable, and that with the right attitude and the right math and the right dedication we can solve them all, one after another. The Martian isn’t about some namby-pamby feeling of hope, it’s a step-by-step guide to achieving the change for which we hope.”http://goo.gl/IA2F71

martian

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4. IL RACCONTO DEI RACCONTI di Matteo Garrone
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In cui re, regine, principi, principesse, popolane si impegnano per ottenere i desideri del loro cuore in un mondo di favola, magia e tragico destino.

La critica:
“Il racconto dei racconti è l’affronto finale a tutto il cinema zuccheroso e a tutte le riletture “dark” della Disney degli ultimi anni, narra le stesse cose con più coerenza, mandando dritto affanculo quel concetto di dark a forza di cuori giganti cucinati e mangiati, sorpassando a destra l’azione di quei film-truffa con solo la scena subacquea dell’uccisione del drago (10 volte più lenta ma 20 volte più tesa e incazzata) e alla fine spiega a tutti cosa siano le favole vere, non ripulite al fine di non offendere nessuno.”http://goo.gl/O1dS2t

“Con uno stile che privilegia l’intimismo ai panorami, e che comunque sa bene cosa sia lo spettacolo senza essere celebrativo o autoassolutorio (trovate eguali nel mercato italiano contemporaneo?), e che è altresì capace di sequenze di magnificenza esemplare (lo scontro fra il re nello scafandro e il drago è già di suo un capolavoro), Garrone evoca il movimento come distrazione dal dato e dallo stabilito, perché solo in questo modo è possibile svincolarsi dall’autorità della realtà.”http://goo.gl/4usxdN

raccontoracconti

 

 

Eccoci al podio:

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3. VIZIO DI FORMA di Paul Thomas Anderson
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In cui il detective privato e fattone Doc Sportello rischia di farsi prendere dalla paranoia.

La critica:
“Beyond the goofy humor and loopy digressions is a tremendous feeling of yearning, of sadness over undefinable loss. The foggy sunlight that illuminates so many “Vice” scenes matches the fogginess of the hero’s perceptions, which are rooted as much in nostalgia as in drugs (nostalgia is itself a kind of drug). Nearly every major character is haunted by roads not taken, or less traveled, by loves not pursued, days not seized. They wonder where the time went. They wonder what they’re doing here. They just walk and talk, eat and screw and smoke, and the sun goes down and the tide goes out. What is there to life?
Beauty. So much beauty.” http://goo.gl/oH2qhV

“Yet even with something as ostensibly conventional as a literary adaptation, this movie is so distinct from everything and everyone else, and watching it is like encountering a higher order of film-making, more advanced and evolved. The mystery of Doc’s lost love has a freaky power, but also delicacy, melancholy and charm. I can’t wait to see it again.”http://goo.gl/tLBisG

“Nulla è come sembra, ci dice Anderson, la realtà è complicata, e hanno un peso anche le passioni dei singoli, gli affetti, le frustrazioni, le ambizioni. E non è certo un caso se i personaggi femminili sono determinanti. Si è trascinati in una vicenda di continui rimbalzi e rovesciamenti, con un episodio dopo l’altro che aggiunge, confonde, ritorna, salta. Per concludere – una volta vagamente svelati gli arcani, le consonanze e le dissonanze – che ci si trova dentro un meccanismo assurdo, una società assurda.” http://goo.gl/9PvgLh

inherentvice

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2. NON ESSERE CATTIVO di Claudio Caligari
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In cui due amici di Ostia, nel 1995, cercano di riprendere il controllo sulla traiettoria delle loro vite, ma forse non ci riescono, forse è impossibile, e forse lo sanno anche loro.

La critica:
“In un universo di coatti, di omologazione suburbana, lo sguardo di Caligari è quello di un osservatore cosciente di essere un rarissimo indagatore di un’archeologia solitamente falsata, raccontata con abbondanza di stereotipi. E in questa unicità di sguardo, deve essersi sentito, e a ragione, una sorta di “coscienza marziana”. Un film disperato, il cui primo montaggio è stato anche l’ultimo e dunque un film affannato e sofferto, capace di offrire un qualche monito di speranza nel riconoscimento dell’importanza di uno sguardo; […]
Giustamente è stato detto che il suo film [di Caligari] disegna come dei haiku in una tavolozza espressiva di limpida e ossessiva spietatezza. Questi dettagli, còlti nell’aspetto di semplicità di una rappresentazione inattesa che guarda alla metà degli anni Novanta come a un’epoca fortemente anticipatrice dell’oggi, sono indizi di una rappresentazione tesa a ricercare il momento di svolta, il gesto di fuga, il gancio che collega i personaggi a un possibile futuro. Ma sono anche i segnali di una impossibilità di reale cambiamento. […] Tra osservazioni disarmanti, battute feroci, tocchi di lieve patetismo, le strade senza fine e senza futuro di Caligari ci riportano a una riflessione sul senso del messaggio pasoliniano, sulla sua attualizzazione e sul fallimento di sogni e di presunti ideali, tra i quali, ineffabilmente, anche l’etica del lavoro come intesa nei ruspanti, si fa per dire, anni novanta. Dietro la scorza ruvida e aggressiva, un film che fa riflettere e da valutare con molta attenzione.”http://goo.gl/5CWmBQ

“Come i coatti che racconta, come Cesare e Vittorio, Non essere cattivo è un film che ti aggredisce e ti provoca. Non può non farlo: per carattere, perché chi mena per primo mena due volte, perché è la legge della giungla e guai a mostrare non dico debolezza, ma nemmeno sensibilità. Quando ha messo le cose in chiaro, quando ha fatto capire che comanda lui, e che lo spettatore deve tenere la testa bassa e seguire senza obiettare o parlare troppo, quando insomma le gerarchie sono state stabilite, allora ecco che può permettersi qualche apertura, il mostrare fugacemente i sentimenti, con virile pudicizia. Perfino, col tempo, l’ammettere le proprie debolezze, e quasi arrendervisi, scivolando un pelo fuori dal personaggio e dal tono generale, rivelando fugacemente un cuore da melò che batte sotto gli sguardi duri e modi arroganti.”http://goo.gl/L6ZyiJ

nonesserecattivo

 

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1. MAD MAX: FURY ROAD di George Miller
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In cui Furiosa e Max decidono di allearsi per rovesciare l’iniquo status quo dell’epoca che si ritrovano a vivere.

La critica:
“Furiosa looks at the insanity of the male leadership around her and decides enough is enough. When one of Furiosa’s wards goes into labor and still defends herself and her yet-to-be-born child (after being shot no less), it’s hard not to see “Fury Road” as an answer to the macho nonsense that so often defines the action genre.
But none of that should remotely imply that the action here is lost in the message. The pacing, the sound design, the editing, the music (courtesy of Junkie XL and some of Joe’s freaks who play drums and electric guitars during the action), and even the emotional stakes are all so far above average that they make just about any other car-chase movie look like a quaint Sunday drive by comparison. The first chase in “Fury Road,” as Joe’s men catch up to Furiosa and her precious cargo, is one of the most remarkable action sequences in film history. And that’s really just a warm-up. It’s no exaggeration to say that, if you think something in “Fury Road” is the most breathtaking action stunt you’ve seen in years, you really need only wait a few minutes to see something better. This is a movie where you keep thinking that its reached its apex and then, inexplicably, that moment is left behind in the dust.[…]
“Mad Max: Fury Road” is an action film about redemption and revolution.”http://goo.gl/xrTwq4

“It’s important to point out that while the action is astonishing and while the world of the apocalypse is as harrowing as ever, Mad Max: Fury Road is FUN. It’s a good time. The film’s colors are bright, saturated to the point of popping. The action can be brutal and it is visceral but the film rarely dips into cruelty. This is a horrible, devastated future, and Furiosa and Max are trying to rescue sexually abused women, but that doesn’t mean Mad Max: Fury Road has to be grim or dour – it’s a total fucking blast. It’s a movie that has you cheering, that has your feet stomping, that has you vibrating in your seat with excitement.” http://goo.gl/mCe4Gv

“After this weekend, Mad Max: Fury Road will surely be a lot of things to a lot of people: massive actioner they repeatedly drag their friends to; the rebirth of a too-long-gone franchise, a sign of hope for gritty, fun, smart movies. But ultimately it will be remembered as a testament to the power of brute-force imagination—and proof that filmmakers can still create something out of nothing.” http://goo.gl/QjSbFL

“Hey @TheAcademy, I don’t even need the voting form. Put me down for ‘Fury Road’ in all categories. Even Documentary.” [Edgar Wright, regista di Hot Fuzz, dopo essere stato ammesso fra i giurati dell’Academy]

La composizione delle inquadrature in Fury Road [VIDEO]https://goo.gl/rBYAHd

madmaxjump

BONUS: Scena del fattore

 

BONUS: La colonna sonora di Fury Road di Junkie XL